Terza Tappa

“Non si torna indietro, se non a spirale.”(*)

Con la terza tappa si entra nel vivo del discorso: Pavia-Orio Litta, 57km.

terzaSi esce dalla onusta e muliebre città di Pavia, e si affrontano Belgioioso e il suo castello, Sostegno, Spessa, San Zenone al Po, Monticelli Pavese, Chignolo Po, Lambrinia e poi Orio Litta.

Si segnalano: una spettacolare ciclabile esclusiva (chiusa allo spetazzante traffico a scoppio) fra San Zenone al Po e Lambrinia, le campagne pavesi abbondanti di vini e altre cose molto buone.

Si comincia a ragionare in termini di campagne del Po, argini, pioppeti a perdita d’occhio, paesini con piccoli tesori (un classico: la chiesa sempre a ridosso dell’argine). Insomma, siamo venuti fin qui per queste cose.

Il paesaggio sarà tipo ad esempio questo (dedotto da quello strumento informatico, accessibile  a chiunque abbia un collegamento a internet, che consente di esplorare in modo interattivo ancorché approssimativo tutta una serie di strade percorribili, che risultano fotografate a 360% nell’illusione di ricreare una realtà a 360%):

terza_2

Fra l’altro, lì c’è proprio scritto che non si può passare, sul cartello in basso a destra: come fare? Però si vede benissimo la soluzione: è tracciato, proprio a destra della sbarra, parzialmente nascosto dal cartello, il percorso di bypass usualmente adottato dal cicloturista. Riuscirà VEnTO a cambiare tutto questo? L’AIPO potrà e vorrà liberalizzare il transito ciclabile sugli argini? 

(Liberalizzare il Transito Arginale: eresia! Parole abominevoli! Vomito di Lucifero! Glossolalia diabolica! Vade retro, Satana! Al rogo, al rogo!)

(*)

autonauti

“Con la speranza, oh paziente accompagnatore di queste pagine, che la nostra esperienza ti abbia aperto alcune porte, e che in te germini il progetto di qualche autostrada parallela di tua invenzione”.

Cortàzar, scrittore, e Dunlop, la sua compagna, fanno un viaggio assurdo nella Francia dei tardi anni settanta: l’autostrada Parigi-Marsiglia, senza uscirne mai, due stazioni di servizio al giorno. Una scommessa, un gioco, un’esplorazione non dell’esotico ma dell’endoticoPer scoprire, fra le altre cose, tanto per cambiare, che c’è molto da guardare e osservare anche dove c’è apparentemente poco da vedere.

Bisognerà ricordarsene di questo concetto, quando affronteremo chilometri e chilometri di pioppeti, campi di granoturco. Le strade secondarie sono piene di queste cose quasi vuote.

 

 

 

 

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Meno male che TRIPPAPERGATTI c'è!
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Una risposta a Terza Tappa

  1. Loredana Rossetti ha detto:

    Grazie , mi avete fatto sognare ….e capire quanto di meraviglioso c’è intorno a noi. Se solo recuperassimo un po di lentezza , ci accorgeremmo delle meraviglie di cui siamo circondati , che andrebbero riscoperte e rivalutate .

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